lunedì, ottobre 10, 2005

CAPITOLO QUINTO. La strage


A fianco, una ricostruzione dell'impatto del missile, ricostruita da esperti americani.
Mostra l'angolo di impatto, e la conseguenza caduta dell'aereo.

Il motivo di come l'aereo, arrivo in parte ancora integro nell'impatto sull'acqua.










Cosa accadde quella sera del 27 Giugno 1980
Il 27 Giugno 1980, è un giorno molto particolare per i cieli d'Italia soprattutto in quelli del Basso Mediterraneo. Il giorno prima era iniziato un massiccio spiegamento di 12 F4 Phantom del 347° Stormo tattico di MoodY, Georgia, USA, direzione Sud, Egitto. - L'operazione in questione era stata denominata "Proud Phantom", e comportava l'intervento di numerosi velivoli da combattimento dalle basi aeree di Cannon, del Nuovo Messico e da Ramestein in Germania. tale operazione erar stata datata, 26 Giugno 1980 e quindi è presumibile ipotizzare che il 27 fosse in piena attività.
Gli aerei in questione, per andare da Nord a Sud, cioè in Egitto, avrebbero dovuto percorrere l'Aerovia AMBRA 13, la stessa del DC9 Itavia. Alcune voci vicine agli ambienti USA, riferirono che oltre i Phantom vi erano 12 cacciabombardieri tattici armati con testate nucleari, con destinazione l'aeroporto di Il Cairo Ovest. - La stessa sera, si notano 3 F111, in volo per basi Italiane; tant'è che alle ore 18,38 Zulu, il controllo del traffico di Milano, chiama Roma e dice:
" Ho un tretz 31, F111 da Lakenheat a Gazzanise. Fa il punto corner a 270, li 53. Senti: cancella il tretz è il contrordine di Milano, hai cancellato?, dice Roma, si, ciao conferma Milano"
Ecco un piano di volo cambiato all'ultimo momento.
Ore 19,24 Zulu. Al centro di Roma la questione non appare risolta, infatti un ufficiale chiede a Milano:
"Qui, ci risulta unna striscia di un F111 dall'Inghilterra per Gazzanise. Sai niente che fine ha fatto?"
Circa tre minuti dopo Roma chiama il controllo di Napoli sulla linea riservata, cioè quella relativa ai voli di bassa quota. Roma indica i radiofari di Ponza, non sono funzionanti, e poi dice:
" Forse voi avete un piano di volo in arrivo, tretz 31 da Lakeneat;
"Tretz 31, no, non l'abbiamo risponde Napoli";
"Allora va benissimo: no siccome è stato dirottato ad Aviano, spiega Roma;
"Ma come, c'era un cacciabombardiere che doveva arrivare a Gazzanise e Napoli non sapeva niente? - E che ci fa un F111 a gazzanise?"
Il cacciabombardiere F111, è armatao con armi nucleari tattiche, e ogni qual volta si sposta deve necessariamente avere un'autorizzazione particolare. Quel giorno non ci fu, come si può vedere, nessuna autorizzazione.
Negli stessi momenti in cui il DC9 Itavia vola, un'altro aereo della stessa compagnia, il volo Bergamo-Roma, che non nota nulla di strano anzi, riferisce durante i colloqui con il radar di Ciampino: "Ho il collega in vista...." - Quindi apparentemente, nessuno di quei veivoli nascosti sotto il DC9 Itavia, che a lungo si è parlato. - Più in indietro, al Bergamo - Roma, a circa 6 minuti di volo dal DC9 Itavia I-TIGI 870, vi è un'altro aereo, che ha alcuni minuti di ritardo, infatti dovrebbe trovarsi al posto del DC9 Itavia, per la precisione un aereo della Air Malta un 707; nello stesso istante sull'appennino Tosco-Emiliano, vi è un aereo Radar con volo circolare operativo, questo aereo ha uno scopo infatti, si era appena concluso il G7 a Venezia, quindi vi erano tutta una serie di procedure di sicurezza attuate dal fatto, che molti capi di Stato, erano diretti a casa. - Contemporaneamente, si era conclusa un'esercitazione sopra i cieli di Ponza, denominata "PATRICIA", di caccia Inglesi e Francesi che ufficialmente si dovevano esercitare per il rifornimento in volo. Altri caccia Francesi e di altre nazionalità, erano in piena attività partiti dalla Base di Solenzara in Corsica, e avrebbero durato fino a notte. Oltre a questi, erano in volo un T39 Americano e alcuni aerei P3 Orion in missione antisommergibile. Infine, vi era un'autorizzazione per il 26 di Giugno più 72 ore, concessa ad un C 130 Libico a venezia, che comunque non sarà influente in quanto non partirà che alla fine di Luglio.
Questa era la situazione nel quadrante del volo DC9 Itavia I-TIGI, sulla rotta aerovia Ambra 13.
Pochi minuti prima che il DC9 Itavia precipiti, un aereo (LL 031), che vola a 700 nodi, a 6 miglia a Sud di Grosseto, con direzione Sud-Sud-Ovest, lancia un codice di allarme generale, e dopo qualche battuta sul radar, sparisce dallo schermo. Nello stesso istante, vengono fatti alzare in volo i due famosi F 104 dell'Aeronautica Italiana da Grosseto, in stato di emergenza per una intercettazione. Uno di questi F 104 era monoposto, l'altro biposto e vi erano due istruttori: Naldini e Nutarelli, entrambi poi morti nell'incidente di Ramstein in Germania, durante la manifestazione delle Frecce Tricolori, e ancora prima che venissero ascoltati dal magistrato. Morti misteriosi, come quelle che seguiranno, tutte le persone coinvolte quella sera, a vario titolo.
Il complotto Internazionale
Quindi, quella sera, oltre a tutti questi aerei, e a falsi allarmi generali, sopra i cieli di Ustica, era in corso un'Operazione militare Internazionale, denominata: "Eagle Run to Run" che era stata mascherata, sotto una finta esercitazione militare Italiana, denominata: "SINADEX", e che aveva lo scopo di abbattere l'aereo Presidenziale del Colonnello Gheddafi, favorendo una insurrezione in Libia e l'instaurazione di un sistema Libico filo occidentale. - Non si dimentichi, che quegli anni, erano anni di forte tensione internazionale tra USA e URSS e USA e Libia, di conseguenza il nostro Paese, era in una situazione strategica per il Mar Mediterraneo e per la sua influenza politico-militare.
Quella sera, a bordo di una aereo dell'Aeronautica Militare Italiana, denominato "Nimrod", che volava da Nord verso Sud, si troavavano, specialisti italiani e stranieri, che avrebbero dovuto scortare il nuovo presidente Libico che si sarebbe dovuto insediare, dopo l'insurrezione. - I radar di: Martina Franca, Otranto, Iacotenente, Siracusa, Sigonella, Licola, Decimomannu e il Centro Nato di Verona "AFFI", erano tutti attivi all'operazione. Infatti, all'aereo del Presidente Gheddafi, gli venne concessa un'autorizzazione, quella sera, un'aerovia che passa sopra l'Adriatico e non sopra il Tirreno, costringedolo così, a passare sopra l'Italia, qualdo l'Italia in questi tipi di voli può essere appena sfiorata. Tra l'altro le aerovie concesse poche ore prima: la "Ambra 17", quella notte viene definita "Zombie", che nel termine militare NATO, sta per aereo nemico. Vi è una particolarità: Gli aerei che transitano in quella zona , non possono essere scortati, questo per accordi con i paesi confinanti, vietando che un aereo trasportando un personaggio politico possa avere aerei di scorta, per la vicinanza di molti paesi confinanti.
Alle ore 20,56, del 27 Giugno, ora locale Italia, il DC9 Itavia viene abbattuto da un missile. I piloti forse riuscirono a manovrare per qualche minuto l'aereo. Il missile colpì le appendici aerodinamiche dell'aereo, provocando cos' un largo squarcio non tanto grande ma sufficiente per depressurizzarlo, e quindi esplose più avanti. I piloti grazie alla loro preparazione, riuscirono a far ammarare l'aereo intorno alle ore 21,04 e appare strano come è risultato dalle indagini che vi sia stato il cambio dei nastri, che avrebbe determinato un vuoto di 4 minuti e che questo, come riferito dai militari del radar di Marsala, sia avvenuto per scopi dimostrativi, ad un operatore della Base stessa, mentre invece si stava svolgendo un'azione militare internazionale segreta e mentre il DC9 stava precipitando. A bordo di quell'aereo "Nimrod", si accorsero sicuramente che il DC9 stava preicpitando, tant'è che il capitano Keerstiens, disse che il pilota era formodabile e talmente bravo che non poteva essere l'aereo Libico.
Il DC9 Itavia, atterra esattamente 8 minuti dopo essere stato colpito, come confermato dalla perizia di Luzzati, e il fatto che impieghi 8 minuti di volo, vuol dire che il pilota riuscì a manovrare e non che l'aereo esplose in volo come si voleva far credere; Probabilmente, il missile che colpì il DC9, era Francese, visto che all'epoca dei fatti la Francia era molto attiva sia quella sera che nella stessa operazione "SINADEX". - Stando a quanto successe quella sera, il DC9 Itavia venne abbattuto per errore, visto che si voleva colpire il l'aereo di Gheddafi, e sicuramente qualcuno avvertì il ledear libico dell'attentato e dell'esercitazione "SINADEX". In seguito, il Generale Franco Pisano, che presiedette la commissione d'indagine, dichiarò "che la sera del 27 Giugno del 1980 non vi era stata nessuna attività militare e quindi nessuna colpa nella sciagura del distro aereo del DC9".
Una delle tante menzogne che sarebbero state dette, infatti non solo è stato provato che sia aerei stranieri che aerei Italiani erano in volo quella sera, in più la famosa dimostrazione di un'operazione fittizzia denominata "SINADEX" effettuata presso il radar di Marsala proprio mentre il DC9 precipita, determinando il famoso buco nelle registrazioni, risulta falso. Infatti, il Generale Pisano era perfettamente a conoscenza delloperazione di quella sera, si trovava a Cagliari da un paio di giorni a preparare il coordinamento della base radar di Decimomannu, all'operazione, che era una dlle basi coinvolte, e si sarebbe trovato proprio nella Sala Operativa proprio in questi momenti e quindi era perfettamente a conoscenza di ciò che stava succedendo. Ciò è provato dalla sua firma nel foglio di servizio di quella sera della Base aerea.

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